Hobby

Chi l’ha detto che un sacerdote non possa avere gli hobby? Tra una celebrazione, un colloquio e una riunione, anche il mio tempo libero è… piuttosto vivace. Altro che relax: otto cani, sette gatti, pappagalli chiacchieroni, galline filosofe e quaglie cinesi dal passo elegante non lasciano spazio alla noia! Ogni giorno è una sinfonia di miagolii, latrati, cinguettii e beccate affettuose, che mi ricorda che la creazione non è un concetto astratto, ma qualcosa che si muove, respira, ti guarda negli occhi e pretende la colazione puntuale.

E poi ci sono loro: le mie 300 e passa piante grasse. Silenziose, misteriose, eleganti. Alcune sembrano appena uscite da un romanzo di fantascienza, altre fioriscono quando meno te lo aspetti, regalandomi piccole esplosioni di colore in mezzo a spine e sabbia. Ogni pianta è una lezione di resilienza e discrezione. Crescono lentamente, senza far rumore, ma ti sorprendono quando meno te lo aspetti – un po’ come la grazia, che non fa scena, ma cambia tutto.

Questi hobby non sono solo un passatempo: sono il mio modo di abitare il mondo con stupore, di riscoprire la bellezza delle cose semplici, di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo sulla pazienza, sull’attenzione e sul prendersi cura. E sì, ammetto che a volte i miei animali mi insegnano più sull’amore incondizionato di certi tomi di teologia.

Per qualcuno sono “stranezze”. Per me sono finestre aperte sulla bellezza nascosta. E in fondo, anche Dio si è divertito parecchio a creare tutto questo, non trovate?